Da anni, oltre ai manuali teorici e ai consigli dei più blasonati sceneggiatori (Robert McKee in particolare), leggo con curiosità e atteggiamento studioso gli script dei film che frequento e che mi colpiscono, sforzandomi di carpire i segreti, al di là della tecnica, dei Maestri che con tanta maestria sanno tradurre in forma scritta azioni, parole ed emozioni dei personaggi.
[2025]_Un attimo prima del cuore_(soggetto condiviso con Verde Maria Bandini)_ Genere: sci-fi, thriller_sinossi: 2084. Tre ragazzi rispondono a un annuncio pubblicato su «Il pensiero spaiato» (quotidiano del Movimento dei Nuovi Fosforescenti) per la selezione di sceneggiatori chiamati a scrivere, in un arco di quaranta giorni, una serie TV da trarsi da un romanzo di Cormac McCarthy. L’autore anonimo di tale annuncio si rivela essere Vilja, sorella del famoso sceneggiatore Marcello Helldon, scomparso dalla scena internazionale da decenni, dopo due film di grande successo. I giovani arrivano a villa Helldon, isolata e strettamente sorvegliata, e scoprono di dover lavorare su Blood Meridian – in occasione del centenario della sua prima pubblicazione che cadrà nel 2085 – avvalendosi degli appunti del Maestro e di un ricchissimo materiale dedicato al Cinema a disposizione. La villa e la sua proprietaria celano un mistero gravido di violenza (che pare direttamente evocata dalle pagine in cui vivono i cruenti personaggi del romanzo di McCarthy) e di inquietanti scomparse. Ma, in questo tempo futuro in cui si percepisce una resistenza attiva nei confronti del fallimento concettuale del transumanesimo e dell’AI (Autorità Invisibili), a partire da molti Creativi che ripropongono l’Umano per contrastare il Virtuale esasperato e il Digitale estremo, nulla è come sembra.
A uno sceneggiatore non è richiesto 'solo' di saper scrivere. Uno script è un testo in progress, aperto alle idee e alla creatività dei produttori, dei registi, degli attori, dei montatori… che lo renderanno vivo. Uno script, dunque, è destinato, per sua natura, a mutare, a trasformarsi, per diventare un film. Occorre dunque essere consapevoli che qui ci si muove in uno stadio transitorio, in una forma passeggera destinata a ‘metamorfosarsi’, come afferma Jean C. Carrière.
Impossibile non concordare con Jorge Luis Borges, quando ci fa riflettere sul fatto che, del resto, un film, al pari di una sinfonia deve essere visto e rivisto più volte, per essere compreso con maggiore profondità, e che ogni volta cambia, perché noi cambiamo.
Iscritta alla Federazione Italiana dei Cineclub (FEDIC)
Attestato di qualità professionale di terzo livello di Sceneggiatore, rilasciato nel 2022 dall'associazione Ipermedia Club degli Editoriali (CDE), Roma
Storie di Alta Via dei Monti Liguri [2020-2022]_screenwriting per 7 video + trailer (Studio Fase, Genova) per il progetto co-finanziato dall’Unione Europea, Fondo Europeo di sviluppo regionale – POR Liguria FESR 2014-2020
script per 3 podcast serie TV (cartone animato)
Premio Sergio Leone, Roma:
[2026]_C'era una volta a Scamandro Creek_(soggetto condiviso con Verde Maria Bandini)_ Genere: cartone animato, liberamente ispirato all'Iliade e alla citazione di Sergio Leone: “Ettore, Achille, Agamennone, non sono altro che gli sceriffi, i pistoleri e i fuorilegge dell'antichità. Il cinema è mito”, mito che è appartenenza, inconscio collettivo, individualità e comunità. In diverse interviste, il regista sostenne che Omero fosse il più grande scrittore di western e che i suoi personaggi non fossero altro che gli archetipi degli eroi del West. Ho sempre amato il Mito e l’Epica di ogni terra: la mia passione per gli autori greci e latini – che considero le sentinelle dell’Occidente – mi porta a scrivere partendo spesso proprio dalla ricchezza degli spunti che propongono, insediati come sono nella mia immaginazione, nella mia anima, nel mio gusto per quella prosa poetica. Restando indiscutibile il rispetto reverenziale che nutro per l’Iliade, ho osato un esperimento per avvicinare i più piccoli a questo poema straordinario e ai valori potenti su cui si appoggia: trasporre in cartone animato alcune delle scene più iconiche con cui gli dèi hanno attirato eroi e antieroi dentro le trappole dei loro intrighi, in cui si miscelano violenza & compassione. Le storie di frontiera, tra polvere e pistole, che Sergio Leone ci ha donato, sono di fatto fiabe per adulti che replicano le stesse dinamiche di onore, hybris e vendetta cantate da Omero. Spero di non essere percepita come irriverente con questo mio script, che vorrebbe, invece, solo essere un autentico tributo al Mito e alla poetica di un regista davvero innovatore.
‘C'era una volta a Scamandro Creek’_il CAST:
· LEO SERGHIONE/Sergio Leone, regista, ideatore serie TV e podcast, leone; ULLY/Ulisse, fennec; ACHY FAST-FOOT/Achille, ghepardo;
· i Rancheros = i bisonti BIG AG THE KING/Agamennone e MENNY THE RED BEARD/Menelao (sua moglie HELENA/Elena, la più bella delle gazzelle);
· Il Popolo dei Cavalli = APPLE SHOT PARIS/Paride, P.R.IAM/Priamo, HECTOR THE BRAVE/Ettore;
· le divinità = Tessa Bluewater/Teti, lontra; Jack Thunder/Zeus, governatore di Olympus Ranch; HATTIE THE QUEEN/Era, pavone; ANNIE SHARP-EYE/Atena, civetta; BELLE ROSE VALENTINE/ Afrodite, fenicottero; CALAMITY ERIS/Eris.
· Fort Spartan saloon: TASSO-barista; due PROCIONI identici; un lugubre AVVOLTOIO; un OPOSSUM che pende dal lampadario;
· VOLPI, GATTE e FURETTI: ballerine di can-can; ARMADILLO pianista.
Ho immaginato una rivisitazione dello ‘scudo di Achille’ per titoli di coda.
· LEO SERGHIONE/Sergio Leone, regista, ideatore serie TV e podcast, leone; ULLY/Ulisse, fennec; ACHY FAST-FOOT/Achille, ghepardo;
· i Rancheros = i bisonti BIG AG THE KING/Agamennone e MENNY THE RED BEARD/Menelao (sua moglie HELENA/Elena, la più bella delle gazzelle);
· Il Popolo dei Cavalli = APPLE SHOT PARIS/Paride, P.R.IAM/Priamo, HECTOR THE BRAVE/Ettore;
· le divinità = Tessa Bluewater/Teti, lontra; Jack Thunder/Zeus, governatore di Olympus Ranch; HATTIE THE QUEEN/Era, pavone; ANNIE SHARP-EYE/Atena, civetta; BELLE ROSE VALENTINE/ Afrodite, fenicottero; CALAMITY ERIS/Eris.
· Fort Spartan saloon: TASSO-barista; due PROCIONI identici; un lugubre AVVOLTOIO; un OPOSSUM che pende dal lampadario;
· VOLPI, GATTE e FURETTI: ballerine di can-can; ARMADILLO pianista.
Ho immaginato una rivisitazione dello ‘scudo di Achille’ per titoli di coda.
concept_Stefanie Golisch (“La violenza schiaccia chi la tocca”, 2023, Pangea), scrive che 'All’origine della letteratura occidentale c’è un poema sulla guerra. […] La leggendaria guerra di Troia, apparentemente così lontana dal nostro presente, è l’archetipo della guerra. Di tutte le guerre.' Rachel Bespaloff osserva che l’Iliade può essere letta come un compendio di concatenazioni archetipiche. Omero (o meglio, gli Omeri) non si stupisce, non ne è indignato, non si attende una risposta. Constata che le guerre accadono e accadranno sempre, come tragicamente l’attualità ci conferma, essendo l’impulso alla violenza insito nell’Uomo. Anche lo psicologo e psicoterapeuta James Hillman, seguace di Jung, ritiene che la guerra sia una dimensione inestinguibile dell’umanità e delle forze che muovono il mondo (conflitto e concordia, direbbe Empedocle). Simone Weil aggiunge che il vero centro focale dell’Iliade è la Forza: quella usata dagli uomini, quella che sottomette gli uomini, quella davanti alla quale la carne degli uomini si ritrae. È la forza ad alterare l’anima dell’Uomo. E quando esercitata fino in fino, lo rende una cosa, un cadavere (C’era qualcuno e, un istante dopo, non c’è più nessuno). Quindi, nella visione della Weil non è l’Uomo ad usare la violenza, ma la violenza a impossessarsi di lui. Pertanto, vittoria e sconfitta sono parole senza senso: la guerra renderà vittime, prima o poi, tutti quelli che sono coinvolti nelle sue azioni.
Interessante che le due filosofe, trovino un punto di incontro nella prospettiva che l’Iliade propone quanto alla possibilità di interrompere la fatalità della violenza. Sintetizza ancora la Golisch:
'Dopo che tutte le atrocità sono state commesse, dopo che tutti i protagonisti si sono reciprocamente privati dalla propria dignità umana, l’ultimo capitolo prende una svolta inaspettata: il padre di Ettore, il vecchio re Priamo, va da Achille, l’assassinio di suo figlio, per convincerlo a consegnargli la salma. Soltanto nel momento della catastrofe compiuta, i due uomini possono finalmente uscire dai ruoli prestabiliti per incontrarsi da uomini liberi: Achille riconosce in Priamo il proprio dolore per la perdita di una persona cara, mentre Priamo vede in Achille l’immagine della forza e della bellezza virile. Sebbene la guerra non sia ancora finita – l’equilibrio delle forze sarà ristabilito soltanto dopo la morte di Achille che, però, non è più oggetto dell’Iliade – il pasto che i due uomini consumeranno insieme, può essere letto come l’utopia reale della pacifica convivenza degli uomini sulla terra.'
Scrivendo la sceneggiatura dei tre podcast in cui viene presentata la serie televisiva C’era una volta a Scamandro Creek ho sempre tenuto presente che nei film di Leone i dialoghi sono minimali, dato che il compito di raccontare è affidato alle immagini, che estese e sconfinate dilatano il tempo: come non ispirarsi ai suoi primi piani, ai silenzi, ai suoni rarefatti quanto dettagliati (banderuole, vento, cicale, treno, sbattere d’ali degli uccelli…), o alle memorabili panoramiche?
Ho anche messo in parallelo alcuni personaggi: l’avido e potente Agamennone con Frank in C'era una volta il West o il Maggiore Jackson in Per qualche dollaro in più, che abusano del proprio potere per il desiderio esacerbato di possesso; Achille, che si muove con il suo proprio codice d’onore che non si sottomette a nessuna autorità, con il "Monco" o "Armonica" dall’oscuro passato, guidati da vendetta e voglia di farsi giustizia a modo loro; etc. Così come nel cinema di Leone ricorre il tema dell’amicizia che finisce, o a causa del destino, o per qualche tradimento, la morte di un amico è catalizzatore e scatena l’implacabile bisogno di vendicarsi (che si fa ossessione) anche in Achille, accecato dal dolore per la perdita di Patroclo, ucciso da Ettore.
script per lungometraggio
Premio Sergio Leone, Roma:
concept_Sia Sergio Leone (in particolare nella ‘Trilogia del dollaro’) che Cormac McCarthy (in Meridiano di sangue) hanno di fatto scolpito archetipi iconici entrati nella leggenda, in molti dei quali, assassini senza scrupoli né rimorsi, blasfeme epifanie del mysterium iniquitatis nella storia, i concetti di onore e lealtà sono stati appositamente nullificati. Entrambi i Maestri, tratteggiando un mondo in cui la Giustizia non esiste, perché non può essere data, provocano domande ricorrenti: Cos’è un Uomo? Perché esiste il Male? Qual è il nostro posto sulla terra, attraversando le tortuosità della vita e gli abissi che aprono? C’è un Dio? Può essere legittima la violenza? È l’uomo che usa la violenza, oppure è la violenza stessa che si impossessa di lui diventando quindi il soggetto effettivo?
Nello script, permeato dall’accezione del Male di McCarthy (il Male come forza disgregante attiva e la violenza quale strumento affinché l’Uomo riveli i tratti insopprimibili della sua personalità), abbiamo cercato di far emergere anche alcuni dei valori della filmografia di Leone (oltre la sua visione critica della società e del potere), che, andando oltre al mito immaginifico del West e della Frontiera, fanno riflettere sull’Uomo costretto a vivere in un mondo violento e brutale, fatto di solitudine e assenza di salvezza. Abbiamo trovato stimolante anche il concetto dell’eroe leoniano che pare avvicinarsi a quello utopico dell’Anarca del pensatore tedesco Jünger, refrattario alle narrazioni ufficiali e che, in una società drammaticamente uniformata, è sovrano anche sulla Tecnica, mostro impersonale che ha generato una globalizzazione in cui l’Uomo finisce per essere sottomesso e oppresso alle stesse istituzioni che dovrebbero rappresentarlo.
Tutto questo riguarda anche ognuno di noi, essendo di sconvolgente attualità.
Ci sta particolarmente a cuore il recupero dell’incantesimo della scrittura umana, messa a disagio dalla dirompente competizione con quella artificiale: anche se è evidente che l'obiettivo dell’AI (che sempre più diviene infrastruttura economica che governa in silenzio ogni nostra azione, oltre che raffinata sorveglianza algoritmica) non dovrebbe essere quello di sostituire la creatività umana, ma di potenziarla, discernere tra ciò che è benefico e ciò che è dannoso in quella che si può ormai definire ‘cognisfera’ resta una sfida multidisciplinare ed etica assoluta, dentro a questo diluvio universale digitale e virtuale in cui siamo chiamati a navigare. Per fortuna – ne siamo convinte –, esistono domande e sensibilità per cui nessuna macchina potrà mai sostituire l’Uomo. Abbiamo permeato lo script, dunque, del nostro auspicio, di una presa di coscienza del fatto che non sia da demonizzare l’Intelligenza Artificiale in sé ma la disumanizzazione radicale che si attua tramite essa: vogliamo credere sinceramente in un rigenerante Fosforescente Umanesimo capace – nel nome di Sophía, a partire dal monito del seme sacro della hybris – di aprire inediti squarci sulla natura del mondo e dell’Uomo.
script per cortometraggio
Premio Roberto Rossellini, Roma:
[2021]_Anna che vorrebbe andar via_ su spunto del racconto ‘Anna e Marco’ di Omar Schowich, e della canzone Anna e Marco di Lucio Dalla. Un pullman diretto nelle Marche. Due giovani ragazzi seduti vicino. Non si sono mai visti prima. Questo l’antefatto di una storia di insolite presenze
[2021]_1 parte di amore e 2 di gratitudine_ Un’adolescente italo-giapponese diffonde il valore della gentilezza e del coraggio delle scelte per seguire i propri desideri.
Torino Horror Film:
[2021]_Sincronie_ Mentre rimandiamo, la vita passa, scriveva Lucio Anneo Seneca: un uomo, emblema dormiente del puro esistere nel tempo volgare, vive un’esperienza trasformante a dir poco stupefacente
Roma Independent film festival (RIFF):
[2018]_Lo straniero_ Uno strano incontro, su una striscia di sabbia circondata dal mare, tra un soldato tormentato alla ricerca di risposte e un Maestro illuminato di nome al-Khiḍr (radice kh.ḍ.r = esser verde), essere mitico della tradizione islamica; nella leggenda si aggira invisibile per il mondo, rivelandosi di tanto in tanto in circostanze eccezionali, soprattutto per salvare qualcuno da gravi pericoli. Dai mistici Sufi è considerato capo della gerarchia dei Santi. Nel Corano (XVIII, 59-81) potrebbe essere identificato con il misterioso e innominato compagno di Mosè. Lo script è stato apprezzato e giudicato quale opera in controtendenza, che mette in primo piano la parola, distinguendosi per la cura formale e lessicale. Evoca e non descrive, lasciando al regista completa libertà di messa in scena.
International Fest Roma FilmCorto Independent Cinema and artistic contaminations, Roma
[2020]_Prendi me, stasera_ su spunto del racconto di Elisa Carrafiello ‘Aldilà dei vostri occhi’. Un uomo sparisce nel nulla dopo aver assistito allo spettacolo di un famoso illusionista. Cosa si cela dietro a questo mistero?
[2019]_Escapolando_ispirato all’omonimo racconto di Massimo Pedroni. Gregorio, un uomo in balia degli impegni familiari e del lavoro, la domenica, fa colazione al bar di fronte all’edicola dove è in vendita il suo libro “A perdifiato”. S’entusiasma nel vedere una donna che ne compra una copia. Decide allora di seguirla in treno fino a Firenze. Un thriller dal finale inatteso.
[2018]_Lingua del diavolo_liberamente ispirato al racconto di Rinaldo Corvò, Vienimi a prendere. 1950. Come aveva potuto perdere la donna che amava e che poche ore prima aveva visto unirsi in matrimonio con un altro uomo?
Looking4, Federazione Italiana dei Cineclub e Corte Tripoli Cinematografica, Pisa
[2018]_Lo straniero
[2016]_Nami (波)_ Nami, che in giapponese significa Onda, è il nome della dodicenne protagonista di una storia immaginifica sull'importanza dell'acqua, anche collegata ai valori della gentilezza e della gratitudine.
Festival Internazionale del Cinema Povero, Ispra (VA)
[2018]_Lo straniero
[2021]_Sincronie
[2021]_1 parte di amore e 2 di gratitudine
[2017]_Non è mai domani_ Dentro a una spirale di confuse emozioni, esiliate in un involucro di tormenti non elaborati, un uomo si confronta con i suoi fantasmi, celebrando ossessivamente un rito sull’altare della memoria.
FregeneperFellini
[2017]_Lo straniero
Amarcort Film Festival, Rimini
[2017]_Non è mai domani
selezione di sceneggiature scritte a più mani
in concorso a vari cine-festival
con Cristina Boracchi e Patrizia Finetti
Tre Colori, 21° Inventa un Film, Lenola (LT)
RIFF Awards - Rome Independent Film Festival, Roma
Premio Cavaliere Giallo - Bergamo Film Meeting
[2021]_Farfallina bella e bianca... script per cortometraggio_reading: Niseem Riccardo Onorato, attore e doppiatore cinematografico. Lo script prende avvio da un incontro realmente accaduto a me in treno, che ha suscitato in noi una riflessione sulla fisiopatologia dell’apparire sociale nella nostra quotidianità, in cui questa evidenza s’impone – con lusinghe, illusioni (talvolta magiche) e ricatti –, quale medium immediato della comunicazione 4.0 e del mondo condiviso.
Firenze FilmCorti International Festival (2019)
[2021]_Farfallina bella e bianca...
[2020]_Come lava ardente_script per cortometraggio_Una ghost-story ambientata ad Altare, borgo dell’entroterra ligure, tra il Museo di Arte Vetraria (che sorge sulle fornaci di una vecchia e rinomata vetreria), la residenza per anziani (in cui una centenaria coglie la strabiliante somiglianza tra sua zia Rosa e la giovane Isabella) e il cimitero (dove hanno inizio episodi inspiegabili). A Isabella il compito di svelare l’inquietante segreto custodito da Nestore, il becchino, intermediario tra i due mondi, attraversati da una presenza intangibile, quanto inequivocabile nella sua volontà di manifestarsi.
[2018]_Viola e Riccardo_ script per lungometraggio_L’amore è sempre amore, ma quello tra Viola, ceramista di talento, e Riccardo, psichiatra d’ispirazione basagliana, sembra impossibile, tanto estremi sono i conflitti e le interferenze che lo turbano. Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando, infatti, Riccardo scopre che Viola è disintegrata dal suo passato oscuro, impossibile da dimenticare: ecco che dall’intreccio di due solitudini, che pure non smetteranno mai di sfiorarsi, emergono le ombre delle sofferenze dei protagonisti, che si rincorrono dai panorami maestosi del delta del Po agli scenari mozzafiato del lontano Québec. Una storia intensa, di ricerca e di sopravvivenza, nella quale più di tutto contano la speranza e la determinazione di non arrendersi mai. Dallo spunto di questa sceneggiatura è stato scritto l’omonimo romanzo, pubblicato da Montag editore.
[2017]_Le viscere della follia_ script per lungometraggio_Una storia d’amore, ambientata negli anni ’90 tra la Liguria e la Provenza, è l’ingrandimento del dettaglio di un’altra, che affonda le radici nel tempo delle colonie italiane nel Corno d’Africa, in cui l’abominevole piaga del ‘madamato’ mieteva vittime innocenti. Due narrazioni che continuamente si scambiano contenente e contenuto, in un gioco di rimandi e di allucinazioni, capaci di esaltare e di distruggere i protagonisti. Dallo spunto di questa sceneggiatura è stato scritto l’omonimo romanzo.
Tre Colori, 21° Inventa un Film, Lenola (LT)
[2021]_Farfallina bella e bianca...
RIFF Awards - Rome Independent Film Festival, Roma
[2023]_Alabama shopping_script per lungometraggio_Prende spunto dalla notizia che Scottsboro (Alabama, USA) è la città dei bagagli smarriti (ogni giorno, oltre settemila oggetti perduti provenienti dalle valigie di passeggeri sfortunati o distratti arrivano in un enorme deposito, prima di essere catalogati e messi in vendita, o donati ad associazioni di beneficienza). L’anonima cittadina americana – meta che attrae cacciatori di occasioni – costituisce lo sfondo in cui si intrecciano le vite dei personaggi, alla ricerca di qualcosa di speciale che ravvivi le loro vite monotone. In questo postmoderno giardino dell’Eden, in cui i mali e i dissapori quotidiani hanno comunque accesso, un particolare banditore rivelerà la sua vera essenza, districando gli inattesi nodi che collegano gli inquietanti partecipanti all’asta.
[2018]_Il gioco dell’oca (per chi oca non è)_script per cortometraggio_Le antiprincipesse non aspettano, ma inseguono le proprie aspirazioni, vincendo con coraggio contro ogni difficoltà. Fonte di ispirazione è stato gioco da tavolo «Arranged!», creato dalla pakistana Nashra Balagamwala per irridere i matrimoni combinati. Stime ONU parlano di 720 milioni di spose bambine e 41mila matrimoni forzati al giorno, in media uno ogni tre minuti.
[2018]_La moka rossa_script per cortometraggio_Una caffettiera rossa diventa il simbolo della resilienza e del nuovo inizio delle vite di due anziani, che hanno sperimentato la gioia di conoscersi e innamorarsi, dopo il trauma di aver perso la propria casa – non mera soluzione abitativa, quanto soprattutto scrigno di ricordi – a causa del crollo del ponte Morandi a Genova.
con Silvestra Sbarbaro:
Premio Bernardino Zapponi, Caserta Film Commission
[2017]_Nell’ombra e nel buio_script per corto cinematografico_rielaborazione di 'Una febbre che brucia'.
TOHorror Film Fest, Torino
[2017]_Nell’ombra e nel buio_script per corto cinematografico
Firenze FilmCorti International Festival
[2019]_Soltanto un uomo_script per corto cinematografico_liberamente tratto dal racconto di Flannery O'Connor ‘La vita che salvi può essere la tua’. Un ingegnere siriano, Nizār Qabbānī (omonimo del celebre poeta), sosta casualmente in un paesino dell'entroterra ligure, in transito per la Francia. È un giovane vedovo, fuggito da Aleppo, insanguinata dalla guerra civile, in cerca di riscatto; l'incontro con Mariolina, "ingenua" ragazza sordomuta, e sua madre, Angela, che non vede l'ora di accasarla, gli offrirà l'occasione di prendersi in un sol colpo moglie, casa e una magnifica Giulietta d'epoca. Inattesa la conclusione che risolverà la storia, perché gli uomini sofferenti possono esser capaci di tutto, anche di spudorati inganni.
InediTo, Torino
[2015]_Soltanto un uomo_script per corto cinematografico
Mauro Bolognini Film Festival, Pistoia
[2016]_Una febbre che brucia_soggetto cinematografico liberamente tratto dal racconto di Sadegh Hedayat ‘Il manichino dietro il velo’. Ricoverato in una clinica psichiatrica, un architetto lucano narra a un giovane scrittore che gli fa visita la tormentata storia del suo amore delirante nei confronti di un manichino biondo, vestito di verde, e del suo tragico, sconcertante epilogo.
[2014]_Soltanto un uomo_script per corto cinematografico
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[2015] Turbati incanti_Le verità nascoste di una coppia trasgressiva, che, in una notte di incessante pioggia, mette in scena uno dei suoi riti. Come in una partita a scacchi, in cui ciò che gira torna indietro, il primordiale desiderio dell’infanzia sgorga dall’antica angoscia del mito di Edipo, risolvendo le vere identità dei protagonisti.
***
con Maria Gabriella Giovannelli:
[2018]_Il campo dei colchici_script per lungometraggio tratto dall'omonimo romanzo di M.G. Giovannelli. La trama è incentrata sul tema della violenza all’interno dell’ambito familiare, condotta sul filo del thrilling psicologico, all’ombra delle Dolomiti. La storia affronta non solo le conseguenze, al limite della follia, di cui è vittima la protagonista, ma propone anche un messaggio positivo: la possibilità di metabolizzare e superare le angosce attraverso l’incontro con un uomo che saprà aiutarla in questo percorso.
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L’autore della sceneggiatura è come il guardiano del faro: tutti vedono il faro, ma nessuno vede lui.
Scrivere un film è dare solo una parte di ciò che si possiede, e più si ha, più si può dare.
Un film è un’opera collettiva, avida di apporti e contributi diversi, a volte anche in conflitto tra loro. La sceneggiatura - dopo l’idea, il soggetto - è uno di questi contributi. Il decisivo.
Chi crede che si possa scrivere per il cinema senza conoscere la tecnica della scrittura cinematografica si sbaglia: la tecnica assiste e sostiene l’ispirazione e viene dallo studio di ciò che gli altri fanno e hanno fatto prima di noi.
Agenore Incrocci (Age)
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La stesura di una sceneggiatura è come un percorso lungo in una strada piena di bivi, la scelta di prendere una svolta rispetto all’altra implica nuove domande e nuove direzioni.
David Mamet
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Il Cinema è come una grande città, piena di persone. Tanta gente, e tante parole. E tutte insieme fanno il nostro tempo, e anche – in parte – la nostra vita.
Giovanni Bogani
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Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell’infanzia.
François Truffaut
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Il cinema racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica.
Akira Kurosawa
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A differenza di tutte le altre forme d’arte, il cinema è in grado di cogliere e rendere il passaggio del tempo, per fermarlo, quasi a possederlo in infinito. Direi che il film è la scultura del tempo.
Andrej Tarkovskij
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Il cinema è la scrittura moderna il cui inchiostro è la luce.
Jean Cocteau
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Tutto ciò che conta nel cinema è inspiegabile.
Wim Wenders
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Il cinema è uno dei tre linguaggi universali; gli altri due sono la matematica e la musica.
Frank Capra
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Il cinema dovrebbe farti dimenticare che sei seduto in un teatro.
Roman Polanski
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La storia non è una fuga dalla realtà, ma un veicolo che ci conduce nella nostra ricerca della realtà. È il nostro massimo sforzo per dare un significato all’anarchia dell’esistenza.
[L'arte di scrivere per il Cinema] non è fatta né di meccanismi né di trucchi. È un insieme di tecniche con le quali creiamo un’unione profonda tra noi e il pubblico.
I classici delle varie epoche non ci forniscono soluzioni, ma lucidità; non risposte, ma candore poetico. Rendono ineluttabilmente chiari i problemi che ogni generazione deve risolvere per trovare la propria umanità.
Robert McKee
Cinecittà, Roma